Archivio mensile:marzo 2012

Un comodo manuale di Ubuntu – GRATIS!

Selezionate la versione che preferite e scaricate il vostro manuale in PDF!

http://ubuntu-manual.org/downloads

 

Ubuntu Server: installare Webmin da terminale

Webmin è un software che permette di gestire un computer tramite interfaccia web. L’accesso è limitato agli utenti del sistema e permette di gestire la macchina da un punto di vista hardware e software.

Può gestire svariati aspetti del sistema, inclusi gli eventuali server Apache, MySQL e le impostazioni di PHP. Webmin è un programma modulare, può quindi essere espanso con dei moduli appositi per la gestione di uno specifico servizio.  [da Wikipedia]

Fatta la doverosa piccola introduzione, procediamo all’installazione.

Da terminale digitiamo:

wget http://prdownloads.sourceforge.net/webadmin/webmin-1.580.tar.gz

N.B. l’URL del file tar cambia in base all’ultima versione rilasciata (rev. 03/12)!

Alla fine del download avremo il nostro file compresso, che andiamo a scompattare e installare di seguito:

tar -xvf webmin-1.580.tar.gz

cd webmin-1.580

sudo sh setup.sh

Possiamo lasciare tutte le impostazioni di default ed impostare una password sicura quando richiesta.

A questo punto, se avessimo un’interfaccia grafica, potremmo avviarlo tramite browser all’indirizzo:

https://localhost:10000

Come possiamo vedere, la porta di default di Webmin è la numero 10000, che possiamo cambiare rapidamente tramite la modifica del file /etc/webmin/miniserv.conf

Non avevo una interfaccia grafica, bisogna fare una considerazione: se volessimo accedere a Webmin da qualsiasi client della nostra rete?

Per la configurazione di default settata, quest’operazione è negata, ma modificando il file di configurazione, tutto sarà possibile.

Apriamo un terminale:

sudo nano /etc/webmin/miniserv.conf

ed inseriamo come prima riga, una stringa simile a questa, che consentirà l’accesso al pannello di amministrazione a tutti gli host compresi in questo range di indirizzi IP:

allow= 192.168.1.1 to allow = 192.168.1.100

Salviamo il file e riavviamo webmin:

sudo /etc/webmin/stop
sudo /etc/webmin/start

A questo punto da un browser del nostro client, digitiamo

https://indirizzo_ip_del_server:10000

ed inseriamo come credenziali admin e la password scelta durante l’installazione

ed infine avremo l’accesso al pannello di amministrazione:

Nei post successivi, andremo a configurare e a scoprire tutte le funzionalità del software.

Google Play – Da oggi online!

Google Play

Google Play ti permette di scoprire, acquistare e utilizzare applicazioni e giochi sui tuoi dispositivi Android o sul Web ovunque tu sia. Con centinaia di migliaia di applicazioni su Google Play, c’è un’applicazione per tutti i gusti.

Trova tutti i giochi e le applicazioni Android che ami su Google Play. Con oltre 400.000 applicazioni, Google Play offre qualcosa per tutti. Sfoglia e installa le tue applicazioni Android preferite dal tuo dispositivo o dal Web istantaneamente.

L’open source nelle nostre vite

[…] PIÙ LA SOCIETÀ digitale evolve, più l’open source, il modello di distribuzione libera e gratuita del software e del suo codice sorgente reso popolare dalla distribuzione Linux, guadagna fiducia e attenzione. Una delle ultime previsioni della società di analisi Gartner dedicata a questo mercato ha indicato che, nel 2016, il 99% delle principali aziende utilizzerà almeno un software open source (era il 75% 2010). E, il più delle volte inconsapevolmente, lo stesso stanno facendo oggi milioni di persone.

I vantaggi sono innegabili. Il software open source è già pronto, economico, modulare. Ma è anche di qualità. Secondo una ricerca pubblicata da alcuni giorni fa dalla società di analisi software Coverity, i software open source hanno anche meno difetti dei software con codice proprietario. La ricerca ha confrontato, con procedure automatiche, 45 software open source e 41 software a “codice chiuso” rilevando come, nel primo caso, la densità di difetti (ossia il numero di difetti riscontrati suddiviso per le dimensioni del codice con cui è programmato il software) sia pari, in media, a 0,45, mentre quella dei software proprietari sia pari a 0,64. Poco importa che, paragonando software dalle dimensioni equivalenti, la forbice diminuisca quasi a scomparire. Importante è che la ricerca definisca quanto tutti sapevano da tempo: il software open source è progettato con qualità. […]

[…] L’open source ci circonda. Usiamo software open source quando navighiamo su Facebook, su Twitter, su Google, su Wikipedia. Per dirne una, Facebook  probabilmente non sarebbe nato se Mark Zuckerberg  non avesse avuto a disposizione il linguaggio di programmazione PHP, basato su standard aperti e rilasciato con licenza libera così da poter essere utilizzato senza dover pagare diritti. Ancora oggi l’intera infrastruttura di Facebook si basa su software a codice aperto, software che chiunque può scaricare, installare ed utilizzare per i propri servizi.[…]

di  FRANCESCO CACCAVELLA, da Repubblica.it – L’articolo completo lo trovate qui

Così la robotica rivoluziona la sedia a rotelle

Ecco perchè amo la tecnologia, mi appassiona, la studio e mi commuovo quando vengo a conoscenza di questi risultati eccezionali.

Senza nulla da togliere a tutto il resto della tecnologia “di moda”…credo che essa dovrebbe essere usata maggiormente per aiutare e migliorare la vita di altri esseri umani, come si può notare dal video seguente che vi consiglio di guardare!

[…] Si controlla con un telecomando e consente ai paraplegici che non hanno l’uso delle gambe di assumere una posizione eretta e di potersi muovere e sedere in qualsiasi ambiente: è la nuova generazione di sedie a rotelle prodotta dalla Tek Robotic e sviluppata da un team di ricercatori turchi. Nel video, la sedia viene testata dal 27enne Yusuf Akturkoglu, rimasto paralizzato dopo una caduta da cavallo 5 anni fa […]

Video da Repubblica.it

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