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Il giorno di DnsChanger

[…] Rispetto alle stime fatte in precedenza, il numero di sistemi potenzialmente ancora infetti scende da 500mila a 277mila: un gran numero di società e organizzazioni (inclusi Google, Facebook e i singoli Internet provider) si sono impegnate per cercare avvertire gli utenti del pericolo incombente, e la pressione informativa sale ancora con nuovi “warning” e strumenti per il test della connessione […]

 

Potete fare il vostro test all’indirizzo http://www.dns-ok.it/

Ubuntu: installare Zimbra Desktop

Oggi andremo ad installare Zimbra Desktop sul nostro pc Ubuntu; il post che segue è stato testato con Ubuntu 10.04 LTS.

Dal sito Zimbra, ecco la descrizione:

Zimbra Desktop is the next-generation email and collaboration client.

The free Zimbra Desktop client allows you to meld the online and offline worlds – storing and synching your email, calendar, contacts, files and documents in the cloud, yet having them locally accessible when on the road. Zimbra Desktop aggregates information across accounts (Zimbra, Yahoo! Mail, Gmail, Hotmail, etc.) and social networks (Facebook, Digg, Twitter, etc.) to help make communicating & sharing information easier than ever.

A questo punto siamo pronti per il download, aprite un terminale e digitate:

wget http://files2.zimbra.com/downloads/zdesktop/7.1.4/b11299/zdesktop_7_1_4_ga_b11299_linux_i686.tgz

Oppure se preferite potete scaricarlo tramite browser dal sito Zimbra all’indirizzo:

http://www.zimbra.com/products/desktop.html

Sempre da terminale, posizioniamoci nella cartella in cui abbiamo scaricato il file .tgz e digitiamo:

tar -xvf zdesktop_7_1_4_ga_b11299_linux_i686.tgz
cd zdesktop_7_1_4_ga_b11299_linux_i686/
sudo ./install.pl

e procediamo con l’installazione; possiamo lasciare la cartella di installazione di default (/opt/zimbra/zdesktop)
Arrivati al messaggio:

Would you like to continue to install data files for user: root ?

rispondiamo con n ed invio.

In seguito sempre da terminale diamo:

/opt/zimbra/zdesktop/linux/user-install.pl

Al messaggio:

Choose the folder where you would like to install Zimbra Desktop’s user data files, full path please [/home/alfredo/zdesktop]: 

Diamo invio, mentre al messaggio:

Choose the folder where you would like to create desktop icon [/home/alfredo/Desktop]:

scriviamo /home/utente/Scrivania e confermiamo con invio. Questo percorso servirà per il collegamento dell’icona per avviare Zimbra Desktop.

Alla fine dell’installazione avviamo Zimbra Desktop tramite l’icona sul desktop:

Nei post successivi illustreremo come creare un account e le diverse funzionalità offerte da Zimbra Desktop!

 

L’open source nelle nostre vite

[…] PIÙ LA SOCIETÀ digitale evolve, più l’open source, il modello di distribuzione libera e gratuita del software e del suo codice sorgente reso popolare dalla distribuzione Linux, guadagna fiducia e attenzione. Una delle ultime previsioni della società di analisi Gartner dedicata a questo mercato ha indicato che, nel 2016, il 99% delle principali aziende utilizzerà almeno un software open source (era il 75% 2010). E, il più delle volte inconsapevolmente, lo stesso stanno facendo oggi milioni di persone.

I vantaggi sono innegabili. Il software open source è già pronto, economico, modulare. Ma è anche di qualità. Secondo una ricerca pubblicata da alcuni giorni fa dalla società di analisi software Coverity, i software open source hanno anche meno difetti dei software con codice proprietario. La ricerca ha confrontato, con procedure automatiche, 45 software open source e 41 software a “codice chiuso” rilevando come, nel primo caso, la densità di difetti (ossia il numero di difetti riscontrati suddiviso per le dimensioni del codice con cui è programmato il software) sia pari, in media, a 0,45, mentre quella dei software proprietari sia pari a 0,64. Poco importa che, paragonando software dalle dimensioni equivalenti, la forbice diminuisca quasi a scomparire. Importante è che la ricerca definisca quanto tutti sapevano da tempo: il software open source è progettato con qualità. […]

[…] L’open source ci circonda. Usiamo software open source quando navighiamo su Facebook, su Twitter, su Google, su Wikipedia. Per dirne una, Facebook  probabilmente non sarebbe nato se Mark Zuckerberg  non avesse avuto a disposizione il linguaggio di programmazione PHP, basato su standard aperti e rilasciato con licenza libera così da poter essere utilizzato senza dover pagare diritti. Ancora oggi l’intera infrastruttura di Facebook si basa su software a codice aperto, software che chiunque può scaricare, installare ed utilizzare per i propri servizi.[…]

di  FRANCESCO CACCAVELLA, da Repubblica.it – L’articolo completo lo trovate qui

“Don’t be evil”

Ne parlavamo sabato notte ed ecco che oggi ritrovo la notizia:

[…] Proprio i concorrenti non sono rimasti a guardare ed oggi hanno rilasciato “don’t be evil” un plugin che permette al browser di riorganizzare i risultati di ricerca includendo, oltre alle pagine Google+, anche profili Facebook e Twitter, foto di Flickr, liste di Foursquare, FriendFeed, GitHub, LinkedIn, MySpace, Quora, Tumblr e così via. Così se un utente ricerca su Google il termine “Ferrari” vedrà apparire anche le pagine create dai fan su Facebook o i profili ufficiali su Twitter, che in aggiunta ai correlati già presenti su Google+, completeranno la ricerca personalizzata per il singolo utente. […]

Fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&ID_articolo=10017&ID_sezione=38

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